28/12/2004

Segreteria blogologica

Questa è la segreteria on line di  Giorgioflavio, titolare di questo spazio, assente
a  tempo indeterminato. Grazie per avermi cercato. Se avete in animo di lasciare
un messaggio,
fate pure usando la funzione "commenta": risponderò a tutti, nei limiti
del possibile.
Saranno deliberatamente ignorati creditori e questuanti a vario titolo. 
Chi invece volesse
disporsi all'attesa, per ingannare i tempi che corrono potrà leggere 
i materiali disponibili
su questo blog. Per favorirne un più agevole reperimento,
sono indicate le date di "posteggio"


 
Racconti minimi
31 agosto 2004
Per i tempi che corrono
Il collezionista
Il polpo e l'arte dell'interpretazione dei segni

1 settembre 2004
Ambarabacicicocò
Capperi

2 settembre 2004
Qualcosa doveva pur scrivere
Oscurità

3  settembre 2004
Fatti l'uno per l'altra
Punti di vista

4 settembre 2004
Forza di gravità

5 settembre 2004
La voglia

6 settembre 2004
Il dolore della perdita

14 settembre 2004
L'educazione

17 settembre 2004
Pigro

20  settembre 2004
La ragazza del 9

23  settembre 2004
Il sognatore di navi

27  settembre 2004
La giacca rossa

30 settembre 2004
La cornice

4 ottobre 2004
L'acero

7 ottobre 2004
Schema libero

11 ottobre 2004
Paternità

14  ottobre 2004
Liquidazione totale

19  ottobre 2004
Le canzoni degli altri

21 ottobre 2004
Coq-au-vin

25  ottobre 2004
Il punto

 28  ottobre 2004
Una storia da raccontare



 
Cacas

5 novembre 2004
Cacas 1: Tutta colpa di Bush
Cacas 2: Un destino di merda

7 novembre 2004
Cacas 3: Ne facciamo di tutti i colori!

8 novembre 2004
Cacas 4: Dimmi come ti pulisci...

9 novembre 2004
Cacas 5: Cuor di leone o sfinter di fifone?

11 novembre 2004
Cacas 6: WC a misura d'uomo

14  novembre 2004
Cacas 7:  Lavori ... in scioltezza

16  novembre 2004
Cacas  8 : Anche Eco, mica pizza e fichi !

20  novembre 2004
Cacas interlocutoria
Cacas 9: Evacua l'arte e mettila da parte

22  novembre 2004
Cacas 10: La cacca in assenza di gravità

26  novembre 2004
Cacas 11:La pillola del Cremlino

28  novembre 2004
Cacas 12: Scrivere sulla merda

30  novembre 2004
Cacas 13: A cavallo del cavalluccio

2 dicembre 2004
Cacas problematica

6 dicembre 2004
Cacas oblativa

7 dicembre 2004
Cacas 14 : Ec...cessi carcerari

12 dicembre 2004
Cacas 15 : Misteri dei clisteri

15 dicembre 2004
Cacas 16 : Caffè defe...caffeinato

19 dicembre 2004
Cacas 17: L'ora dello sciacquone

Cacas 17 - L'ora dello sciacquone

Ovvero, puntata finale della serie scatologica. Come annunciato,
Cacas chiude i battenti, giusto un attimo prima di Natale. No,
non si tratta di una forma di rispetto per il Bambinello, che
tra le fumanti fatte del bue e dell'asinello ha consumato i suoi
primi giorni e quindi con i prodotti finali del catabolismo ha
da sempre una certa dimestichezza. È che ormai da qualche
giorno "Cacas" - il libro fotografico dedicato alle deiezioni animali,
essere umano compreso, che in qualche modo ha dato spunto a questa serie -
ha lasciato il mio comodino per tornare sugli scaffali
della libreria, a prendere polvere tra gli altri libri "con le figure" .
Il suo beffardo sottotitolo, "A coffee table book", prevederebbe
veramente una sua sistemazione sul tavolo del salotto.
Ma mi guardo bene dall'accogliere il suggerimento: per quanto belle,
sono pur sempre foto di merda, andiamo! Il piccolo trasferimento
possiede un significato per alcuni versi positivo, perché, come qualcuno
tra i miei dodici lettori forse ricorderà, la serie delle Cacas nacque
soprattutto a seguito degli esiti dell'election day americano di inizio
novembre. Che, evidentemente, ho metabolizzato. È proprio il caso
di dire che, col tempo, si finisce per digerire tutto...
Questo non significa, ovviamente, che il sapere le sorti del mondo
nelle mani del figlio imbecille di un pescecane, incolto, bugiardo,
renitente alla leva ma guerrafondaio e amico di SB (chi si assomiglia,
come è noto, si piglia...) abbia smesso di preoccuparmi. Ma bisogna
pur guardare avanti: la speranza va coltivata, e anche se la merda
è un ottimo fertilizzante, devo dire che non è che mi aiutasse molto a farlo.
Ergo, Cacas torna in libreria, con il suo carico di stronzi patinati.
È giunta l'ora di tirare lo sciacquone, dunque. Ah, a proposito: sapevate
che un canadese medio consuma 140 litri d'acqua al giorno solo
per liberare il water dalle presenze ingombranti di cacca e pipì? Se
si calcola che il fabbisogno giornaliero d'acqua per sopravvivere e tenersi
puliti è calcolato in 30 litri e che nei paesi in via di sviluppo la stragrande
maggioranza delle persone si "accontenta" di appena dieci litri al giorno,
sarà chiaro a tutti, anche a guardarlo da una prospettiva infima come quella
delle Cacas, come funziona questo mondo globalizzato, democratico
e libero...Flush...flush... flush.... The end.
Per il poco che può interessare, informo che sul mio comodino, come viatico
per il sonno e per il domani che verrà, è tornato uno dei libri che più amo
in assoluto, il capolavoro di Salvatore Satta Il giorno del giudizio.
Avrà ben da arrivare, no?, anche per GWB e i suoi altrettanto fetenti
compagnucci di merende... Vi lascio con questa speranza e con l'augurio
di un Buon Natale e un Felicissimo anno nuovo.
Game over. Grazie a tutti coloro che hanno avuto l'amabilità di trascorrere
qualche minuto da queste parti con i racconti minimi prima e le cacas poi.

Forse in futuro ci saranno altre righe, forse no, ma in fondo che importa?
Panta rei. Adiòs, amigos, mucha suerte.
 
Ciao a tutti.




 
Cacas 16

Per la legge dei grandi numeri, è abbastanza probabile
che tra le tante animule che vagolano blandule
per queste plaghe fatte di impulsi elettrici vi sia chi sa tutto
del caffè. È già meno probabile (e un po' me ne dispiace)
che capiti in questo blog e legga questo post. Ma se accadesse,
mi piacerebbe saperlo e sarei davvero lieto se lasciasse traccia
del suo passaggio. Perché questa puntata di Cacas è appunto
dedicata al caffè (del resto, non siamo ormai alla fine della serie?).
Anzi, a un caffè. Il caffè più buono e pregiato del mondo,
dicono gli intenditori. Meglio, gli Intenditori, quelli veri,
con la I maiuscola. Un caffè che si chiama Kopi Luwak.
Il vero Intenditore avrà già tirato un sospiro concupiscente.
Gli altri, probabilmente, si staranno chiedendo
cosa mai ci azzecchi il caffè con le Cacas. A parte,
forse, quelli che la mattina non riescono proprio ad andare
in bagno se prima la corroborante e aromatica bevanda
non ha convenientemente innescato i movimenti peristaltici.
Ma non è questo il nesso. Che va invece ricercato nella dieta
di una specie di donnola che vive in Indonesia.
Si chiama luwak, appunto, ed è ghiotta di bacche di caffè.
Anzi, ne va pazza, come i gatti per il pesce.
Non fa altro che mangiarle. Per gola, si direbbe,
più ancora che per fame. Un vero incubo per i proprietari
delle piantagioni, penserà qualcuno, con ragione. Invece no:
i fazenderos non si sognano nemmeno di proteggere
le loro preziose piante dall'ingordigia delle luwak. Perché
le buongustaie consumano soltanto le bacche migliori,
le più mature e profumate. Le scelgono con estrema attenzione
e gusto infallibile, prima di papparsele goduriosamente. E qui viene
il bello... be', bello proprio no... Il buono, diciamo. La luwak
infatti, digerisce solo il succulento involucro esterno
della bacca, espellendo al termine del processo digestivo
il chicco di caffè intero. Immerso negli escrementi, ça va
sans dir
. Ma i coltivatori di caffè indonesiani non sono
schizzinosi. Vanno in cerca delle cacche luwakesche
e, ravanando, separano i chicchi dagli escrementi,
per poi lavarli e tostarli a 200 gradi centigradi. Pare che,
proprio a causa del particolarissimo processo di fermentazione
che si produce nello stomaco dell'animale, con questi
chicchi si faccia quello che, per gli esperti, è il miglior caffè
del mondo. Che è anche, in assoluto, il più caro: un chilo
di Kopi Luwak costa tra i sei e i settecento euro, vale a dire
tra le 12 e le 15 volte in più del prezzo di un normale
caffè verde. Credo che le persone normali, quorum ego,
dopo averne conosciuto la genesi, rinunceranno volentieri
al Kopi Luwak e continueranno a bere volentieri il rassicurante
ancorchè standardizzatissimo nescafè. Che, sia detto
per inciso, in quanto a favorire la peristalsi intestinale
non è secondo a nessuno. Anzi, diciamolo pure:
fa proprio cagare, il nescafè....

13/12/2004

Avviso alla gentile clientela

Si informa la gentile clientela che la serie delle Cacas, giunta
alla sua XVIII puntata (15 cacas numerate e tre aggettivate),
terminerà improrogabilmente prima delle festività natalizie,
con la pubblicazione di due ulteriori post. Nel ringraziarVi
per le cortesi e assidue visite, Vi invitiamo fin d'ora, in caso
di bisogno, a rivolgervi altrove: la ricerca della materia qui trattata,
disponibile in grandi quantità e nelle forme più disparate
anche presso numerosi altri indirizzi, non presenta davvero
difficoltà di sorta. La Direzione si riserva di riconvertire questo
spazio, destinandolo ad altro uso, sempre che ne abbia tempo
e voglia. Grazie ancora per la preferenza accordataci.