28/12/2004
Cacas 17 - L'ora dello sciacquone
Ovvero, puntata finale della serie scatologica. Come annunciato,
Cacas chiude i battenti, giusto un attimo prima di Natale. No,
non si tratta di una forma di rispetto per il Bambinello, che
tra le fumanti fatte del bue e dell'asinello ha consumato i suoi
primi giorni e quindi con i prodotti finali del catabolismo ha
da sempre una certa dimestichezza. È che ormai da qualche
giorno "Cacas" - il libro fotografico dedicato alle deiezioni animali,
essere umano compreso, che in qualche modo ha dato spunto a questa serie -
ha lasciato il mio comodino per tornare sugli scaffali
della libreria, a prendere polvere tra gli altri libri "con le figure" .
Il suo beffardo sottotitolo, "A coffee table book", prevederebbe
veramente una sua sistemazione sul tavolo del salotto.
Ma mi guardo bene dall'accogliere il suggerimento: per quanto belle,
sono pur sempre foto di merda, andiamo! Il piccolo trasferimento
possiede un significato per alcuni versi positivo, perché, come qualcuno
tra i miei dodici lettori forse ricorderà, la serie delle Cacas nacque
soprattutto a seguito degli esiti dell'election day americano di inizio
novembre. Che, evidentemente, ho metabolizzato. È proprio il caso
di dire che, col tempo, si finisce per digerire tutto...
Questo non significa, ovviamente, che il sapere le sorti del mondo
nelle mani del figlio imbecille di un pescecane, incolto, bugiardo,
renitente alla leva ma guerrafondaio e amico di SB (chi si assomiglia,
come è noto, si piglia...) abbia smesso di preoccuparmi. Ma bisogna
pur guardare avanti: la speranza va coltivata, e anche se la merda
è un ottimo fertilizzante, devo dire che non è che mi aiutasse molto a farlo.
Ergo, Cacas torna in libreria, con il suo carico di stronzi patinati.
È giunta l'ora di tirare lo sciacquone, dunque. Ah, a proposito: sapevate
che un canadese medio consuma 140 litri d'acqua al giorno solo
per liberare il water dalle presenze ingombranti di cacca e pipì? Se
si calcola che il fabbisogno giornaliero d'acqua per sopravvivere e tenersi
puliti è calcolato in 30 litri e che nei paesi in via di sviluppo la stragrande
maggioranza delle persone si "accontenta" di appena dieci litri al giorno,
sarà chiaro a tutti, anche a guardarlo da una prospettiva infima come quella
delle Cacas, come funziona questo mondo globalizzato, democratico
e libero...Flush...flush... flush.... The end.
Per il poco che può interessare, informo che sul mio comodino, come viatico
per il sonno e per il domani che verrà, è tornato uno dei libri che più amo
in assoluto, il capolavoro di Salvatore Satta Il giorno del giudizio.
Avrà ben da arrivare, no?, anche per GWB e i suoi altrettanto fetenti
compagnucci di merende... Vi lascio con questa speranza e con l'augurio
di un Buon Natale e un Felicissimo anno nuovo.
Game over. Grazie a tutti coloro che hanno avuto l'amabilità di trascorrere
qualche minuto da queste parti con i racconti minimi prima e le cacas poi.
Per la legge dei grandi numeri, è abbastanza probabile
che tra le tante animule che vagolano blandule
per queste plaghe fatte di impulsi elettrici vi sia chi sa tutto
del caffè. È già meno probabile (e un po' me ne dispiace)
che capiti in questo blog e legga questo post. Ma se accadesse,
mi piacerebbe saperlo e sarei davvero lieto se lasciasse traccia
del suo passaggio. Perché questa puntata di Cacas è appunto
dedicata al caffè (del resto, non siamo ormai alla fine della serie?).
Anzi, a un caffè. Il caffè più buono e pregiato del mondo,
dicono gli intenditori. Meglio, gli Intenditori, quelli veri,
con la I maiuscola. Un caffè che si chiama Kopi Luwak.
Il vero Intenditore avrà già tirato un sospiro concupiscente.
Gli altri, probabilmente, si staranno chiedendo
cosa mai ci azzecchi il caffè con le Cacas. A parte,
in bagno se prima la corroborante e aromatica bevanda
non ha convenientemente innescato i movimenti peristaltici.
Ma non è questo il nesso. Che va invece ricercato nella dieta
di una specie di donnola che vive in Indonesia.
Si chiama luwak, appunto, ed è ghiotta di bacche di caffè.
Anzi, ne va pazza, come i gatti per il pesce.
Non fa altro che mangiarle. Per gola, si direbbe,
più ancora che per fame. Un vero incubo per i proprietari
delle piantagioni, penserà qualcuno, con ragione. Invece no:
i fazenderos non si sognano nemmeno di proteggere
le loro preziose piante dall'ingordigia delle luwak. Perché
le buongustaie consumano soltanto le bacche migliori,
le più mature e profumate. Le scelgono con estrema attenzione
e gusto infallibile, prima di papparsele goduriosamente. E qui viene
il bello... be', bello proprio no... Il buono, diciamo. La luwak
infatti, digerisce solo il succulento involucro esterno
della bacca, espellendo al termine del processo digestivo
il chicco di caffè intero. Immerso negli escrementi, ça va
sans dir. Ma i coltivatori di caffè indonesiani non sono
schizzinosi. Vanno in cerca delle cacche luwakesche
e, ravanando, separano i chicchi dagli escrementi,
per poi lavarli e tostarli a 200 gradi centigradi. Pare che,
proprio a causa del particolarissimo processo di fermentazione
che si produce nello stomaco dell'animale, con questi
chicchi si faccia quello che, per gli esperti, è il miglior caffè
del mondo. Che è anche, in assoluto, il più caro: un chilo
di Kopi Luwak costa tra i sei e i settecento euro, vale a dire
tra le 12 e le 15 volte in più del prezzo di un normale
caffè verde. Credo che le persone normali, quorum ego,
dopo averne conosciuto la genesi, rinunceranno volentieri
al Kopi Luwak e continueranno a bere volentieri il rassicurante
ancorchè standardizzatissimo nescafè. Che, sia detto
per inciso, in quanto a favorire la peristalsi intestinale
non è secondo a nessuno. Anzi, diciamolo pure:
fa proprio cagare, il nescafè....
14:02
Scritto da: giorgioflavio
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Commenti
Ma che cacchio hai combinato al blog? Stravolgimenti di fine anno? :-) Buona giornata. Trespolo. PS: di solito sparo (al poligono) con una 92 modificata, a volte un Walther, ma non mi piace molto, sposta verso l'alto. Lo ammetto: non ho molta dimestichezza con i fucili, tranne un "vecchio" Browning che utilizzo raramente (sempre al poligono). Una rottura pulirlo :-)
Scritto da: il_trespolo | 28/12/2004
Se non ricordo male se ti posizioni con il mouse su modifica e premi il tasto destro dovrebbe comparire un menù a tendina. Scegliendo "Open" o "Apri", dipende dalla versione di Windows che hai installato, ti attiva la funzione. Buona giornata. Trespolo.
Scritto da: il_trespolo | 28/12/2004
Hello.
:)
"The birth took place at the couple's home (just outside Oslo)," says the palace, adding mother and baby were both well.
Bye.
Scritto da: AllopsCof | 14/10/2008
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