28/10/2004
Una storia da raccontare
L'aveva sentita al cinema, quella frase: non sei mai fregato
finché hai una storia da raccontare. E gli era piaciuta,
perché era vera. Poteva ben dirlo, lui, che quand'era
il momento si era sempre trovato senza parole.
Gli accadeva soprattutto con le donne.
Nessuna voleva uscire con lui, e ne sapeva il motivo:
non aveva nulla da dire. A volte gli sembrava di aver
qualcosa d'interessante da raccontare, ma quando
cominciava a farlo la storia perdeva i contorni,
le parole scomparivano e lui sprofondava nel silenzio.
Anche con Adriana era accaduto così.
Ma lei non aveva opposto silenzio a silenzio
per poi andarsene, come le altre. Lo aveva preso in giro.
"Oddio, ma sei sicuro d'esser vivo?"
gli aveva chiesto ridendo. Per questo l'aveva colpita.
E colpita. E ancora colpita. Fino a ucciderla.
Ora, però, una storia da raccontare
ce l'aveva anche lui.
P.S. Con questo, il 21° della serie, termina la pubblicazione sul blog
dei racconti minimi di Per i tempi che corrono.
La raccolta completa dei 99 RM, edita da Full Color Sound,
sarà disponibile in libreria a partire dal 10 novembre prossimo,
codice ISBN 88-7846-002-8. Chi avesse la curiosità di vedere
in anteprima la copertina, potrà farlo cliccando tra i miei link
Il racconto come scommessa. I vostri commenti al riguardo
saranno graditissimi, quali essi siano.
Mi rendo conto che queste righe suonano smaccatamente
autopromozionali, ma che volete!, non ho altri mezzi
che questo per informarvi riguardo al libro, e perciò...!
Grazie davvero per l'apprezzamento che molti di voi
hanno voluto manifestarmi. Sappiate che questo spazio
rimarrà ancora aperto: sarete sempre i benvenuti,
se deciderete di passare di qui.
E, se non altri racconti minimi, qualche parola in ordine
più o meno sparso dovreste riuscire a trovarla, di quando
in quando. Insieme, s'intende, a tutta la mia simpatia.
09:07
Scritto da: giorgioflavio
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25/10/2004
Il punto
Ivo era un uomo come tanti altri: un po' di lavoro,
un po' di amici, un po' di sesso, un po' di acquisti,
tanto calcio e tanta tv e i giorni scorrevano,
senza il peso di troppe domande. Era felice,
o lo credeva, che è lo stesso. Poi Lara,
la collega d'ufficio, gli confidò che lasciava suo marito.
"Amo un altro" disse con una luce nuova negli occhi.
"Ci hai pensato bene? Potresti pentirti..." obiettò lui.
"E di che, di cercare la felicità che non ho mai conosciuto?"
rispose Lara. "È un azzardo buttar via un matrimonio
per qualcosa che neppure sai bene cos'è" incalzò lui.
Lei sorrise."Per raggiungere un punto che non conosci,
devi prendere una strada che non conosci" disse.
Ivo, nei giorni seguenti, pensò spesso a quelle parole.
Comprese solo che era meglio non comprenderle.
Da allora, però, smise di essere felice.
O di credere di esserlo.
08:21
Scritto da: giorgioflavio
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21/10/2004
Coq-au-vin
Ho bisogno di aiuto, stasera verrà Ugo a cena...
Sì, a casa... Certo che so quel che faccio,
non preoccuparti... Ugo mi piace e Marco, lo sai,
mi trascura da mesi... Vorrei fare il coq-au-vin,
ma ho perso la tua ricetta, puoi dettarmela,
per favore? Ora, certo, e quando, se no?
Su, dai, non star lì a farti pregare!..."
Sara, suo malgrado, si trovò a ripetere
le istruzioni per il piatto.
"Grazie, sei davvero un'amica. Ma perché
tanta impazienza nella voce? Un uomo, eh?
Sei con lui? Be', divertiti.
Lo farò anch'io, stasera. Oh, se lo farò!"
Sara spense il telefonino e raggiunse
l'altra stanza.
"Era ora" disse l'uomo sul letto.
Gli si sdraiò accanto,
aderendo con il corpo nudo a quello di lui.
Al contatto, rabbrividì. Si sollevò appena
e lo baciò con passione.
In fondo, era il modo migliore per non dire
a Marco che anche sua moglie
stava per vivere una serata molto, molto speciale.
08:35
Scritto da: giorgioflavio
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